Civici Musei di Perugia

di Giuliana Briziarelli

Giuliana Briziarelli

L’attività di Walter Briziarelli ai Civici Musei di Perugia iniziò nel 1929 e continuò ininterrottamente fino al 1957; prima presso la sede di Palazzo Donini, e poi, dal 1948, negli ambienti del convento di San Domenico, attuale sede, dove nel 1952 ci fu l’inaugurazione dei Civici Musei: etrusco-romano e Preistorico che dal 1962 passarono allo Stato, assumendo il nome di Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria.

Briziarelli, assistente del Professor Calzoni, dedicò le sue cure al riordinamento delle raccolte, portando a termine una complessa opera di classificazione del vasto materiale preistorico ed etrusco, contribuendo a fare delle collezioni una delle più organiche dell’Italia centrale. “…In questo lavoro di sistemazione mi è doveroso segnalarvi l’opera intelligente ed entusiasta di uno dei miei più diretti collaboratori, l’Assistente prof. Walter Briziarelli, a cui va diretto uno speciale elogio,…”(Parole pronunciate da Calzoni il 28 settembre 1952 all’inaugurazione dei Civici Musei. Estratto dal Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, vol. XLIX -1952).
I suoi studi sui reperti sono documentati da una splendida serie di disegni a china pubblicata in Studi Etruschi (Firenze, vol. XII, 1938; vol. XIII, 1939; vol. XV, 1941); nel Bullettino di Paletnologia italiana nuova serie, vol. III, 1939; e nei Quaderni di Studi etruschi, serie I, Firenze, 1954. Punte, raschiatoi, mezzi dischi, lame in selce, frammenti ceramici con decorazioni sono riprodotti con straordinaria precisione e maestria, dove la fotografia non era ancora in grado di raggiungere gli stessi esiti di nitidezza e tridimensionalità. Capolavori di grafica.
I “Tagli sulla roccia” di Belverde (da Quaderni di Studi etruschi, I, 1954) si presentano come una texture dalla trama fitta che rimanda alla tecnica dell’acquaforte.

Recentemente è stata rinvenuto al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria un inventario illustrato che Briziarelli eseguì negli anni trenta del materiale da lui studiato. Sono schede manoscritte con descrizione, note, bibliografia e disegni acquerellati; gustosissime riproduzioni di vasi attici, bronzetti, lamine, terrecotte che testimoniano la presenza di un artista al Museo.
La raccolta, preziosa per la duplice valenza artistica e documentaria, sarà presentata in una mostra promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, in occasione della V Settimana della cultura anno 2003.

La cultura di Briziarelli spazia fino allo studio dell’arte primitiva di tutto il mondo che riproduce, per interesse personale, ad acquerello. Disegni tecnicamente molto elevati di bronzi, pietre, ceramiche incise o dipinte, incisioni rupestri, stoffe, ossa incise ed altro.

Ci troviamo di fronte a vere opere d’arte sostenute da un grande talento di grafico e pittore.
La continua familiarità con reperti di civiltà sepolte locali e mondiali, lo porterà ad una profonda meditazione sull’identità dell’uomo, pensiero che lo assilla nei lunghi anni di permanenza al Museo.
Da un suo scritto:”Ogni essere, nel nostro universo, attraverso le sua organizzazione materiale, è solidale con tutto un passato. E’ essenzialmente una storia. E attraverso questa storia, questa catena di antecedenza che l’ha preparato e introdotto, raggiunge senza frattura quell’ambiente in seno al quale ci appare. Ma egli è tanto più misterioso quanto meno sono reperibili le antecedenze che lo hanno preparato.
Molte e diverse risposte furono date alla domanda:-Che cos’è l’Uomo?- nel corso dei secoli e dei millenni, ma il problema rimane aperto e attuale ancor oggi, poiché tuttora si parla dell’Uomo come del grande sconosciuto. Una massima scolpita sul frontone di Delfi diceva: -Conosci te stesso-. Ma per quanto io mi conosca, più di quanto mi possa conoscere chiunque altro, mi sento perplesso e smarrito.”