“La satira di Walter Briziarelli"

di Marcello Monacelli

Durante la sua intensa vita di artista il professor Walter Briziarelli, perugino verace, insegnante all’Istituto d’Arte , pittore, archeologo alla corte del professor Umberto Calzoni, di cui è stato l’assistente più impegnato, ed al quale Perugia attribuisce il merito di aver creato quell’importante museo archeologico vanto di tutta la regione, ha trovato il modo di cimentarsi anche come apprezzato caricaturista e poeta in vernacolo.

Un simpatico peccato di gioventù, se vogliamo, nella consapevolezza di scindere, da tipico scanzonato perugino, tale frivolezza goliardica dalla sua principale attività di artista e studioso. Ed è stato proprio per un giornale goliardico che il prof. Walter Briziarelli, ancor giovane negli anni e nello spirito, disinteressatamente ha voluto lasciare la sua ironica impronta firmando in un’apposita rubrica intitolata “ La vetrina”, ritratti umoristici di amici e conoscenti, noti e meno noti, accompagnandoli da versetti satirici, (ma non certo satanici), che, per ciascuno degli interessati descrivevano pregi e difetti, virtù e umane debolezze.

Una rubrica questa assai seguita, come d’altronde le molte altre, allora, di quel giornale umoristico che fece epoca attorno agli anni cinquanta.
Si chiamava “Tramontana”, periodico mensile del Consiglio Studentesco d’Interfacoltà dell’Ateneo perugino, come è riportato sotto l’estemporanea testata di uno dei rari numeri, ingialliti dal tempo, che si ha la fortuna di avere ancora sott’occhi. Comparve per la prima volta nell’edicole cittadine verso gli inizi del mese di ottobre del 1952, cioè quasi in apertura del nuovo anno accademico di cui era Magnifico Rettore l’on. Professor Giuseppe Ermini. Lo dirigeva Mauro Battaglini un brillante studente della facoltà di Agraria, arrivato poi fino alla cattedra ed oggi, purtroppo, prematuramente scomparso.

Il carattere satirico del giornale, un tabloid con appena quattro pagine di stampa, zeppo, però di vignette, sonetti e rubriche in vernacolo, vetrine e vetrinette, in cui si mettevano in mostra in maniera divertente e divertita i più disparati e conosciuti personaggi cittadini, fece ben presto breccia tra i lettori perugini, studenti e no. Portava, infatti, una ventata di aria fresca o se volete una vera e propria raffica di … “Tramontana” che, ad ogni sortita, spazzava il Corso facendo rabbrividire i suoi più incalliti frequentatori, specie coloro che si vedevano presi di mira su quelle trasgressive colonne. E poi non mancavano gli affollati disegni di Franco Venanti a rendere ancora più “scottante” la piazza, dove erano in molti i beffeggiati a riconoscersi (pezzi grossi compresi) su clamorosi e discussi eventi di vita cittadina. D’altro canto, a rinnovare l’autentico spirito goliardico del nostro Ateneo con le passate divertenti ridanciane tradizioni di buontemponi locali, ci pensava il “C’impanzi ? “. Un remoto giornaletto umoristico perugino in voga intorno agli anni venti, volutamente riscoperto e inserito tra i fogli di “Tramontana” con l’aggiunta imperativa e alquanto popolaresca ”… se c’impanzi purghete! “ Il che ammoniva i perugini a non prendersela a male, in ogni caso per non fare il giuoco del … burlone.

E così è stato per i pochi anni che “Tramontana” è comparso nelle edicole.
Tutti … o quasi si sono infatti divertiti ed hanno divertito, a cominciare, ovviamente, dai tanti collaboratori di quelle colonne impertinenti, Briziarelli compreso, al quale va il merito di aver saputo coniugare la sua vita di quel tempo tra un colpo di pennello, l’insegnamento ed un reperto archeologico con le spiritose battute con le quali , immancabilmente, concludeva i suoi mordaci sonetti. Ma quella era la Perugia di un tempo, la Perugia che sapeva ancora ridere di se stessa!
Ed ecco perché è giusto che la città, oggi, lo ricordi degnamente dedicandogli questa retrospettiva d’artista.

“Vetrina di Walter Briziarelli” da C’impanzi? Tramontana, pag.6, anno primo n.5 (1952) Lupattelli