Amabilissimo dottore

Amabilissimo dottore.
Son da luglio qui in Cadore.
E al silenzio più assoluto
Faccio ammenda col saluto.
Un saluto un po’ tardivo
Ma in compenso molto vivo. Vedi caro amico mio
Son disteso in un pendio.
E costretto a riposare
Per il lungo lavorare.
Vien da lungi, voce pura
Delle vacche alla pastura.
Dico vacche, vacche vere
E non quelle d’altre sfere.
Che a curare un raffreddore
Corron tosto dal dottore.
Ciò che ho detto è riservato
Come me, sei coniugato.
Ma la burla sbarazzina
Mi è scappata per Bettina.
Walter
10 agosto 1961